3° Giornata di Condivisione e di Studio di Arteterapia
Ecco l’omelia di S. E. Mons. Vescovo Corrado Sanguineti.
In memoria di Fabio Marchetti sabato 22 ottobre 2022 santissimi Cornelio e Cipriano in Trivolzio.
Sono passati più di due anni dalla morte dell’amico Fabio e oggi ci ritroviamo qui, in questo santuario dedicato a San Riccardo Pampuri, per ricordare con affetto e gratitudine Fabio, per pregare per lui, perché viva nella pienezza della gioia in Dio e per dare inizio alle attività dell’Associazione che porta il suo nome, promossa dalla cara amica Lilia e che intende valorizzare e evidenziare la passione e la creatività intelligente con cui Fabio ha vissuto negli ultimi anni il suo servizio e lavoro come operatore per persone disabili.
Io ho avuto il dono di conoscere Fabio da quando sono vescovo di Pavia – a gennaio sono 7 anni! – Per l’amicizia che mi Lega da tempo a Lilia e in questi ultimi anni della sua malattia e poi della sua dipartita in cui ho avuto il dono di conoscere voi, figli di Fabio, di entrare un po’ a far parte della vostra famiglia.
Ora di Fabio mi ha sempre colpito la positività con cui stava di fronte al reale, la passione con cui viveva il suo lavoro, il suo legame bello e forte con Lilia – legame che la morte non è in grado di annullare! – e il suo cammino di fede che certamente è stato seguito e aiutato dall’incontro con Lilia e che ha conosciuto un’impressionante motivazione negli anni della malattia.
Con dignità, con speranza, con docilità e abbandono, pur attraverso momenti di comprensibile ribellione, Fabio si è consegnato al signore, si è lasciato condurre da lui come è stato serio è presente ai suoi ragazzi e nel rapporto coi suoi colleghi e operatori così è stato presente, serio e fiducioso nel tempo della sofferenza! Si è lasciato accompagnare da Cristo attraverso le cure attente e tenere di Lilia e dei suoi figli e di tutte le persone che si prendevano cura di lui attraverso la preghiera spesso condivisa con te, Lilia attraverso la comunione eucaristica ricevuta più volte da me, fino all’ultima consegna di sé nell’unzione degli infermi.
In questo modo Fabio ha accettato l’invito di che Gesù rivolge ai suoi discepoli e che rivolge a noi ogni giorno: “passiamo all’altra riva” alla riva dell’essere vivi del mistero che si svela, alle rive dell’eterno di cui il cuore ha fame e sete e di cui avverte una struggente nostalgia.
Questa è la vita: passare all’altra riva, attraversando il mare dei giorni e del tempo. Un mare che a volte come quel giorno sul lago di Galilea, è in tempesta e a volte è placido e calmo. Si può compiere questa traversata, senza essere inghiottiti dal buio o essere vinti e dominati dalla paura solo insieme in quella barca dove è presente lui il signore Gesù. È immagine della compagnia umana che in Dio a Cristo si raccoglie e si forma: è la chiesa che ci stringe da vicino attraverso volti, rapporti, dentro un’amicizia, una compagnia guidata al destino come dice don Giussani!
E in questa traversata della vita, dentro un’amicizia così a volte in certe giornate oscure e faticose sembra che Gesù dorma, non sia attento a noi, forse sì nasconde o si fa silenzioso proprio per suscitare in noi il grido della domanda che però a volte assume anche la forma della protesta, quasi del rimprovero: “Maestro non ti importa che siamo perduti?” Che confidenza, che familiarità verso il Signore occorrono per pregare così, come i santi.
E come ha fatto allora, così fa oggi Gesù: ridare la calma, la tranquillità perché anche quando il mare è in tempesta in fondo le acque sono tranquille.
C’è una calma più profonda che può accadere in mezzo alla tempesta. E Cristo ci provoca, ci richiama: “perché avete paura non avete ancora fede? Sì, il contrario della paura non è il coraggio degli eroi, è la fede dei semplici di cuore. La fede, la sicurezza di essere comunque custoditi abbracciati e accompagnati da una presenza amante che si prende cura di me e di te, che ci ripete, come diceva Dio a Israele nel tempo dell’esilio: “non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni”. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te. Io sono il Signore, tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo Salvatore. Tu sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amo. Non temere perché io sono con te.
Amen.